Scacchi nel Val di Noto, alla riscoperta di antiche tradizioni

Il progetto di Roberto Caruso sarà realtà l’1 e 2 ottobre nella città barocca

Scacchi nel Val di Noto, un appuntamento a metà fra sport, sociale ma anche cultura. Quella di una tradizione che ha radici lontane e che attraverso uno dei suoi appassionati, il netino Roberto Caruso, sta cercando di tornare a essere d’attualità. Intanto con un appuntamento che dall’1 al 2 ottobre coinvolgerà la città barocca fra gare, esibizioni di Sbandieratori e del Corteo Barocco di Noto.

La presentazione avverrà sabato 1 alle 10 nella Sala Gagliardi di Palazzo Ducezio, poi alle 15,30 la “partita alla cieca” nella Sala degli Specchi fra i campioni rappresentanti i tre Valli di Sicilia: per il Val di Mazara - MF (Maestro Fide) Piero Mazzilli (classe 1982), per la Val Demone - MF (Maestro Fide) Andrea Favaloro (classe 1998) e per il Val di Noto - MF (Maestro Fide) Maurizio Genovese (classe 1965).

Domenica in via Nicolaci a partire dalle 10 la “simultanea del campione dei Tre Valli di Sicilia” e a corredo ci saranno mostre, esibizioni di danza, sbandieratori e Corteo Barocco.

“La manifestazione “Gli scacchi in Val di Noto”, nasce al fine di favorire il recupero della memoria storica collettiva dell’importanza che questo territorio ha avuto per lo sviluppo e la diffusione del gioco degli scacchi nel mondo - dice lo stesso Roberto Caruso, che ha progettato l’evento patrocinato dal Comune di Noto e organizzato dal Comitato scacchistico siciliano Fsi mentre Giampaolo Carnemolla si sta occupando dell’organizzazione di tutta la parte scacchistica - mettendo in risalto i personaggi, ed i territori che hanno dato origine a determinati eventi. Da qui la necessità di riportare alla luce, attraverso una manifestazione sportiva ed al tempo stesso culturale, quelle figure che hanno fatto la storia degli scacchi in Sicilia e non solo, esaltandone le gesta, cogliendone il valore, in modo tale che entrino a fare parte dell’immaginario, della cultura e dell’identità del nostro territorio. E’ un momento unico, un ritorno al passato per rafforzare il presente”.

“Nella manifestazione è stata anche inserita la mostra “Gli scacchi in Sicilia nel Seicento” a cura del Prof. Santo Daniele Spina. L’evento apre con la trattazione delle origini degli scacchi e la loro diffusione in Occidente ad opera degli arabi, viene poi esaminata la figura di Don Pietro Carrera, nato a Militello in Val di Noto nel 1573, e delle sue opere a soggetto scacchistico. Il Carrera pubblicò nel 1617 “Il gioco degli scacchi”: una vera rarità bibliografica. Tra le varie aperture analizzò la cosiddetta “Difesa Siciliana” che, ancora oggi viene spesso utilizzata dai più forti campioni mondiali quale arma tagliente di difesa, ed ha avuto una risonanza mediatica straordinaria grazie alla serie televisiva “La regina degli scacchi” (2020)“.

”Un pannello espositivo è dedicato agli scacchisti attivi in Sicilia nel Seicento, tra cui il netino Giacomo Corsetto. Infine, vengono approfondite le figure dello scacchista-filosofo Scipione Porzio e di Paolo Boi, personaggio leggendario e di fama internazionale. Il Boi, fin da giovinetto aveva manifestato un grande talento per gli scacchi, si dilettava a giocare alla cieca tre partite in contemporanea ed allo stesso tempo conversava con gli spettatori. Divenuto il più forte giocatore della Sicilia, non avendo più sfidanti da battere, girò per l’Italia e per le corti europee. Si narra che catturato dai pirati turchi, riacquistò la libertà e una considerevole somma di denaro, battendo a scacchi gli avversari. Si racconta, inoltre, che dopo una iniziale sconfitta ad opera di una misteriosa “Dama”, che lo aveva battuto servendosi di arti magiche, compreso chi era il suo diabolico antagonista, munito di una corona di paternostri e della forza mistica dei sacramenti, lo sconfisse creando una posizione di matto dove i pezzi raffiguravano una croce. L’avversario sparì in una nube di fuoco e zolfo: il “bene” aveva trionfato sul “male”.


         


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