Ieri sera ha fatto il suo esordio tra i “grandi”. E quale miglior palcoscenico se non lo stadio “Nicola De Simone” di Siracusa? Perché per i figli (o in questo caso nipoti) d'arte servono sempre i “teatri” migliori. Ed è così che Mattia Amato, giovane arbitro siracusano, ha rotto l'emozione dirigendo la gara di Terza categoria fra Atletico Siracusa e Sortino (per la cronaca terminata 4-0 in favore degli aretusei). Nessuna sbavatura o indecisione ma tanta emozione, questo sì. Specie se lo si accosta al nonno Jano Battaglia, che non è stato solo uno sportivo a tutto tondo, politico, uomo della città e per la città (a cui qualche anno fa venne anche intitolata la rotatoria fra viale Santa Panagia e via Augusta) ma anche un arbitro di calcio, al servizio della “sua” Aics, l'ente di promozione sportiva che Battaglia ha diretto per decenni, a livello provinciale e regionale, facendo dello sport un valore sociale come nessuno sinora. Un esempio per tantissime generazioni che ci ha lasciati troppo presto (nell'agosto del 2010) ma che ha “consegnato” il testimone ad una bella famiglia e ai suoi nipoti.

Uno di questi, appunto, maggiorenne dallo scorso settembre e che ha già diretto una cinquantina di gare in un paio di anni a livello giovanile. Ieri sera il debutto fra i grandi, su quel campo che spesso nonno Jano aveva calpestato fra tornei amatoriali vari, con un sorriso contagioso e quella capacità di aggregare come pochi. Il “testimone” con fischietto e giacchetta nera, adesso, passa al giovanissimo Mattia. Che ha già vinto solo per il fatto di aver manifestato passione e abnegazione per una attività non semplice e spesso non assistita come si dovrebbe a livello nazionale, soprattutto quando questi giovani fischietti vengono lasciati in balia di ambienti che non sempre hanno a che fare con lo sport. In bocca al lupo Mattia, a guidarti ci sarà sempre qualcuno da lassù.


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