Pippo Schiavo e la Cittadella: "E' come casa mia, spero di ritornarci..."

Fra pochi giorni il decano del nuoto siciliano compirà 82 anni ed ha presentato una pubblicazione e ricordato le esperienze a Siracusa

Pippo Schiavo alla Cittadella dello Sport

Per Concetto Lo Bello era il “figliocco adottivo”. E in quella Cittadella dello Sport si è quasi sempre sentito a casa. Perché in acqua Pippo Schiavo ci è praticamente nato, cresciuto e vissuto. Il prossimo 14 aprile compirà 82 anni e dopo aver visto passare davanti a sé tanti campioni del nuoto e della pallanuoto (guarderà con attenzione e forse con il cuore diviso a metà il derby di sabato fra Ortigia e Telimar Palermo che vale una buona fetta di terzo posto in Serie A1), il maestro palermitano ha ancora voglia di insegnare dopo aver vinto praticamente tutto con la sua Nadir. 

Non solo a come muoversi bene in acqua ma anche con il Salvamento, disciplina fondamentale per chi si allena a “salvare le vite ed ha una certa predisposizione”, racconta Schiavo. “Io sono stato il primo, in Sicilia, 30 anni fa”. Schiavo appartiene ai grandi maestri siciliani del nuoto e della pallanuoto, di quei pionieri che negli anni ‘40 trovarono nelle discipline acquatiche – subito dopo la Guerra – una ragione di vita e un motivo per poter ricostruire qualcosa di importante. 

La pubblicazione sul nuoto

Pippo Schiavo e la sua pubblicazione sul nuoto

Ce ne parlò tempo fa tra un allenamento e l’altro con i suoi Allievi e l’argomento è tornato d’attualità oggi che lo abbiamo rivisto nella sua Palermo fra una nuova pubblicazione e l’altra (di nuoto naturalmente e che spera di poter presentare presto anche a Siracusa), con la voglia di dare ancora tanto a questo sport.

“Anche se mia madre non voleva che andassi a nuotare – racconta – ma io la fregavo sempre. Quando tornavo a casa lei mi leccava per vedere se avessi avuto il sale addosso, io riuscivo sempre a fare la doccia prima e togliere il sale. Il mare è stato la mia ragione di vita, la guerra aveva provocato la distruzione di casa nostra nella Palermo storica. Andammo a vivere a Sferracavallo e con il mare a due passi fu inevitabile cominciare a nuotare”. 

L'amicizia con Armando Zimmitti

Schiavo (secondo da sinistra) e Zimmitti (primo da destra) con la rappresentativa isolana di nuoto

Schiavo in quegli anni si avvicinò molto anche all’atletica leggera, alla lotta greco-romana e al calcio, ma era il nuoto e la pallanuoto la sua vera passione. E grazie a queste due discipline legò molto con Siracusa. “E con i siracusani, perché Armando Zimmitti è stato un pioniere come me anche se so che oggi non è più in attività per motivi familiari. Con Concetto Lo Bello c’era un legame particolare. Ho nuotato e giocato a pallanuoto in tanti posti ma la magia che mi ha regalato Ortigia è qualcosa di unico. Si giocava ai sette scogli la sera e vedere quella gente appollaiata sulle ringhiere ti lasciava senza fiato”. 

Il ricordo per Marco Lappostato

Schiavo ha avuto un pensiero particolare per un altro grande maestro di nuoto siracusano, amico da sempre e spesso in giro per l’Italia con lui tra una Rappresentativa e l’altra: “Quella di Marco Lappostato è stata una grave perdita per tutti. Lo ricordo ancora. Lo ricordo sempre. Abbiamo condiviso tanti momenti insieme, è stato un punto di riferimento per tutti e quando ho saputo della sua scomparsa ci sono rimasto molto male”.  

Schiavo, come detto, compirà 82 anni fra poche settimane e classe ’40 qual è, nonostante i segni del tempo, ha una vitalità pari a poche persone perché lo sport ti aiuta e rappresenta quasi un elisir di lunga vita e perché “stare in una piscina o in un centro federale è come stare a casa”, va ripetendo. Per la Federazione è stato anche responsabile tecnico delle Scuole Nuoto e fiduciario del settore Salvamento a livello regionale. Con Armando Zimmitti è stato il maestro siciliano più longevo in attività, il vero punto di riferimento per le vecchie e le nuove generazioni.

Lui a Siracusa vorrebbe tornarci e respirare l’aria dei vecchi tempi alla Cittadella dello Sport “ma quella struttura oggi è vetusta, rivive in occasione di grandi eventi come quello della nazionale di pallanuoto ma in generale avrebbe bisogno di un impianto al coperto, di quelli smontabili che non costano molto. E’ necessario – dice il maestro palermitano - perché l’Ortigia una volta era la prima società siciliana per atleti e per il grande vivaio che sfornava a livello di nuoto. Oggi è rimasta la tradizione ma per tornare a quei fasti servirebbe una struttura all’avanguardia. A Siracusa ma in generale in tutte le città siciliane perché l’impiantistica è il vero cruccio”.

Mentre ci illustra le sue ultime pubblicazioni di cui va particolarmente orgoglioso, come tante medaglie che porta sempre con sé, negli occhi si legge la fierezza di chi ha dato tutto, ricevendo tanto soprattutto in termini di consensi e affetto (come i numerosi articoli di giornale, trofei e attestati federali). E’ orgoglioso di questo, Pippo Schiavo, ma lo è ancora di più perché è riuscito a trasmettere questo amore per l’acqua a tutta la sua famiglia, dalla compianta moglie Maria Bonvissuto, ai figli Tiziana e Daniela, fino a tutti i nipoti. “Una famiglia per il nuoto – sottolinea sorridendo – non si parla che di questo, per noi il nuoto è ossigeno”.

E finché ci sarà nuoto, ci sarà vita. 


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