Iano Alicata (e il Siracusa Calcio) "rivive" grazie alle figlie Marina e Sandra

Le due eredi italo-svedesi in città in questi giorni in compagnia di Nuccio Porchia per visitare la tomba di famiglia e i luoghi natii

A due anni dalla scomparsa Iano Alicata “rivive” a Siracusa grazie alla presenza, in città per qualche giorno, delle figlie Marina e Sandra con i rispettivi figli. Le eredi di colui che fu protagonista con il Siracusa Calcio negli anni '60 poi trasferitosi in Svezia (e deceduto due anni fa a Stoccolma anche se le spoglie furono poi trasferite a Carlentini sua città natale) hanno visitato Ortigia e la vecchia residenza dei nonni in via Maniace, in compagnia di un altro ex calciatore siracusano, Nuccio Porchia, che ha fatto da cicerone alle due italo-svedesi, commosse nel ricordo del papà Sebastiano Alicata che fece le fortune in quattro stagioni non solo del Siracusa, ma disputò anche gare in Serie B con Palermo e Messina. Dal suo successivo trasferimento in Svezia, poi, furono frequenti i collegamenti (e gli eventi) che legarono il paese scandinavo al capoluogo aretuseo (Lucia di Svezia ricordano i più informati fu una conseguenza anche di questo legame particolare), tanto più che il Siracusa negli anni successivi organizzò anche dei tornei in Svezia (con lo stesso Porchia presente). 

Iano Alicata sposò una svedese ma non dimenticò la terra natìa, tanto da tornare ogni anno a Siracusa e Carlentini (le figlie hanno voluto anche visitare la tomba di famiglia) e in questi giorni in presenza delle figlie, si è parlato proprio delle esperienze in azzurro ma anche a Palermo, Messina, Catania e Paternò per citare alcune squadre. 

“Una grande emozione ricordare Iano Alicata attraverso le figlie - ha detto Porchia -. Come è nato questo collegamento con il sottoscritto? Vi farò ridere: mi ha contattato il tassista che le andò a prendere in aereoporto perché mi conosce e io ho accettato volentieri di far loro da cicerone. Anche perché si è parlato di calcio e io, quando parliamo di calcio, non smetterei mai di farlo”. 


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