Esperienza, qualità e personalità al servizio della causa. Alessandro Sbaffo, 35 anni, attaccante/trequartista marchigiano arrivato nel mercato di gennaio, sta diventando sempre più un riferimento nello spogliatoio del Siracusa, dentro e fuori dal campo. E dopo la vittoria degli azzurri contro il Giugliano, maturata al termine di una gara intensa, l’ex calciatore di categorie superiori si è presentato in sala stampa per raccontare umori e prospettive del gruppo.

Il successo contro i campani – la seconda affermazione in sette giorni – pesa in modo specifico in un finale di campionato che per il Siracusa vale tantissimo: l’obiettivo è la salvezza e ogni punto è ossigeno. “Questa partita è stata emozionante, perché i ragazzi hanno saputo reagire”, ha spiegato Sbaffo, sottolineando la capacità della squadra di restare dentro la partita anche nei momenti più complicati.

Arrivato in corsa, Sbaffo non nasconde di aver osservato da vicino il percorso degli azzurri prima di dire sì: “Ho seguito il Siracusa in stagione e, quando c’è stata la possibilità, ho scelto di venire a tutti i costi in questa piazza”. Parole che raccontano un legame già forte con l’ambiente, alimentato dal calore dei tifosi e dalla volontà di lasciare un segno che vada oltre l’immediato.

Il tema più ricorrente, nelle sue dichiarazioni, è proprio quello dell’identità: “A prescindere dai risultati, il messaggio che vogliamo mandare è che stiamo creando qualcosa che ci possa emozionare, qualcosa di rivoluzionario. Il Siracusa è dei tifosi, noi siamo di passaggio, e l’unica cosa importante è mettere il seme per i tifosi”. Un concetto chiaro: l’ambizione è costruire un percorso credibile, capace di restare anche quando cambiano uomini e stagioni.

Sbaffo ha poi spostato l’attenzione sul lavoro quotidiano e sul rapporto con l’allenatore Marco Turati, che lo sta inserendo gradualmente negli automatismi della squadra: “Il mister è uno che ci mette una passione importante e si vede palesemente che ha un trasporto per questi colori e per questa città”. Una fiducia ricambiata dalla disponibilità del giocatore, pronto a dare un contributo in ogni forma: “Io cerco di dare quello che posso al gruppo, a prescindere dal ruolo e dal minutaggio”.

Nel rush finale, tra scontri diretti e partite da non sbagliare, il Siracusa cerca punti ma anche convinzione. E Sbaffo, con il suo carisma, sembra aver già individuato la rotta: sacrificio, unità e risultati come premio. Perché “gli scontri diretti sono sempre importanti”, ma è la continuità che può trasformare l’emozione in salvezza.


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