Arquin festeggiato a Siracusa ed Enna (foto Visicale ed Enna Calcio)
Arquin festeggiato a Siracusa ed Enna (foto Visicale ed Enna Calcio)

Quando ha rimesso piede al “Nicola De Simone” sabato pomeriggio ha provato - per sua stessa ammissione - una sensazione particolare. “Quella porta, i tifosi in festa, mi sembra di rivedere il De Simone pieno e gioioso…”. Yoann Arquin non poteva sapere però, che qualche mese dopo si sarebbe trasferito proprio alla squadra a cui realizzò quel 2-1 che permise al Siracusa di svoltare nella finale ritorno play off con l'Enna dopo una gara giocata sul filo del massimo equilibrio. “Spero di essermi già fatto perdonare qui a Enna - sorride l'attaccante francese - perché ci abbiamo scherzato su quando sono arrivato qualche mese fa”. E dire che il classe ‘88 era stato riconfermato la scorsa estate in azzurro: il ritiro a Pergusa in D, i primi gol in amichevole e la consueta propensione al sacrifico, unita alla grande forza fisica ed esperienza, che hanno fatto di Arquin un atleta indispensabile.

“Sono felice dell’esperienza a Siracusa, poi spesso le cose non vanno come ci si immagina ma si va avanti e adesso sono altrettanto contento dell'ambiente che ho trovato qui. Appena andato via, tramite il mio agente, abbiamo avuto questa opportunità velocemente e sono felice”.

Anche perché Arquin, rispetto alle recenti due esperienze siciliane (Acireale ma soprattutto Siracusa quando è diventato decisivo nei play off) ha iniziato a segnare di più, sette reti all'attivo, ma almeno altrettante fatte fare (se non di più) nel contesto di una fase offensiva dell'Enna che può contare su numerose “bocche di fuoco”. Anche sabato, nel match del “De Simone” contro il Real Siracusa, Arquin non ha segnato ma è entrato prepotentemente nel primo e terzo gol della squadra di Campanella, favorendo poi il vantaggio di Cocimano e il tris di Randis. “Mi piace sacrificarmi molto per la squadra, non mi pesa più di tanto, lo facevo anche a Siracusa e penso che quando si lavori di squadra poi i risultati arrivano sempre”.

Presto detto. Primato e allungo sul Paternò, ma guai a parlare di salto in D, perché è ancora prematuro: “Ci rivediamo fra qualche settimana e vedremo…”. Sarebbe la seconda in meno di un anno per l'attaccante francese, quasi una sorta di talismano che tutti hanno imparato a volere bene anche per la discrezione e quella voglia di non apparire molto, che gli ha permesso negli anni di rimanere concentrato sui propri obiettivi, dai primi anni al settore giovanile del Nancy, al Paris Saint-Germain B, nel 2010. E poi ancora in giro per il mondo: Inghilterra, Scozia, Svezia e Cina fino alla breve parentesi di Acireale e quella più concreta di Siracusa.

“Enna come Siracusa sono due belle piazze: calde e con tifoserie importanti che ti aiutano a spingere sempre al massimo. E poi con società altrettanto competenti. Sono grato al duo Montagno-Ricci per l'opportunità dello scorso anno e oggi sono altrettanto riconoscente al presidente Luigi Stompo e all'Ad Fabio Montesano. Non mi piace fare paragoni, posso solo dire che quando vedi persone così appassionate, è una spinta in più anche per te e cerchi di dare sempre il massimo. Anche qui si respira familiarità, sto pian piano imparando bene la lingua e questo sarà importante per dialogare sempre meglio in campo”.

Anche il suo italiano, in effetti, è migliorato molto così come la propensione offensiva. E allora ci lasciamo con una promessa: ma questa ve la sveleremo fra un paio di mesi se tutto, ad Enna, dovesse andare come si spera da quelle parti.


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