Siracusa, il mesto ritorno in Serie D
Il pari di Trapani condanna gli aretusei al termine di una stagione difficile sotto tanti punti di vista
Una serata amara al Provinciale: il Siracusa vede sfumare all’ultimo respiro l’ultima, vana speranza di salvezza e retrocede insieme a Trapani e Foggia dopo una partita intensa, ricca di episodi e capovolgimenti di fronte. La formazione aretusea era partita con il piglio giusto e il vantaggio firmato da Di Paolo al 34’ del primo tempo — colpo di testa su traversone calibrato di Valente — che aveva acceso fiducia e speranze per la rimonta in classifica.
Ma il match ha preso subito una piega nervosa: al 23’ un intervento durissimo di Cozzoli su Marafini era inizialmente punito con il cartellino giallo. Lo staff e la panchina del Siracusa chiedevano l’intervento severo e, a seguito della revisione con la cosiddetta card Fvs, l’arbitro ha cambiato la decisione convertendo il giallo in rosso e lasciando il Trapani in dieci. L’espulsione avrebbe dovuto favorire gli ospiti, che tuttavia hanno faticato a sfruttare l’uomo in più nei momenti decisivi.
Nella ripresa il Trapani — già con la retrocessione in tasca ma determinato a non lasciare nulla di intentato — ha prima trovato il pari con Stauciuc al 60’, ribaltando momentaneamente l’inerzia della gara. La reazione del Siracusa è stata immediata: una doppia occasione al 62’, prima con Cancellieri e poi con Di Paolo, entrambe neutralizzate dal portiere Galeotti che si è dimostrato tra i migliori in campo per i padroni di casa. Il match, aperto e vibrante, è proseguito a ritmi alti con entrambe le squadre che hanno mostrato voglia di conquistare i tre punti.
La rete che ha sigillato il destino del Siracusa è arrivata al 76’: Napolitano ha trovato il diagonale vincente dall’interno dell’area, superando un incolpevole Farroni e riportando il Trapani in vantaggio. Nonostante il colpo subito, gli ospiti non si sono arresi; all’79’ un’incornata ravvicinata di Sbaffo ha rimesso la parità, caricando nuovamente di speranza i tifosi presenti.
I minuti finali sono stati un assalto continuo: il Provinciale ha vissuto attimi di intensità, ma il tempo è stato tiranno. Dopo quattro minuti di recupero il triplice fischio ha certificato la sconfitta e la retrocessione del Siracusa. L’amarezza è palpabile tra i giocatori e lo staff: la stagione finisce con rimpianti su episodi chiave, lucidità da trovare nelle scelte tattiche e nella gestione delle situazioni ad alta pressione.
Ora per la società si apre la fase delle riflessioni: analisi tecnica, decisioni sul futuro dell’allenatore Turati e un piano di ricostruzione che riporti fiducia alla piazza. Il calcio spesso premia chi sa ripartire dalle ceneri: per Siracusa inizierà da domani il difficile lavoro per rialzarsi e programmare la rinascita.



























