L'esultanza di Mimmo Maggio (foto Simona Amato)
L'esultanza di Mimmo Maggio (foto Simona Amato)

Due siciliane e altrettante calabresi. Forse è ancora presto per poter cominciare a intravedere una possibile volata verso i professionisti ma dopo otto giornate, qualche risposta, questo girone I di Serie D, comincia anche a darla. E, secondo previsioni, Siracusa e Trapani da un lato, Vibonese e Reggio Calabria (che al netto delle gare da recuperare potrebbe ritrovarsi a -3 dagli azzurri in vetta) dall'altro, appaiono le formazioni più attrezzate. Fra gol fatti, subiti, cooperative del gol, panchine lunghe e ambiente. Mettiamoci tutto quanto dentro e questa Serie D appare già avere i suoi protagonisti, con realtà importanti, però, da non sottovalutare e tutte siciliane: non sarà facile per nessuno, infatti, incrociare Canicattì, Licata, Igea Virtus e Akragas. Senza dimenticare Città di Sant'Agata, la Sancataldese che adesso appare un'altra squadra rispetto alle primissime giornate e lo stesso Ragusa. Insomma, prepariamoci a vivere mesi infuocati, dove ogni minimo passo falso potrebbe essere pagato a caro prezzo.

A Siracusa a tal proposito si rammaricano di quei due punti lasciati alla prima giornata a Ravanusa contro il Canicattì. Ma si era all'inizio e la formazione che da lì a poco avrebbe inanellato sette vittorie di fila, si stava cominciando a intravedere. Ci vuole calma, serenità ed equilibrio, come va rimarcando spesso il presidente Alessandro Ricci. Perché l'euforia contagiosa che ha riportato quasi 4mila persone al “De Simone” è un dato importante e una spinta notevole, ma non devono indurre a facili trionfalismi, un po' come da settimane avviene ad esempio a Trapani. Ognuno, mediaticamente, sceglie la linea che più ritiene opportuno. C'è chi preferisce ancora volare basso, chi si vede già in altri lidi. Ma va bene così, è anche il gioco delle parti e nessuno si deve scandalizzare.

Ora per gli azzurri la sosta: c'è da recuperare al massimo Russotto e Markic (ma la forza del Siracusa in queste settimane è stata proprio quella di non aver fatto pesare per niente la mancanza di questi due atleti da 90), così come Alma e Aliperta. Insomma, come ha detto Gaspare Cacciola (che oggi compie 49 anni, tanti auguri), “sosta salutare”. E chi ne ha più ne metta. 


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