Elio Gervasi
Elio Gervasi

Gli 80 anni di Elio Gervasi, “signore dello sport” che rivive quasi tutto d'un fiato. L'ex assistente arbitrale di Lo Bello si racconta. E lo fa dopo aver celebrato il traguardo delle ottanta candeline, per una serata trascorsa in compagnia della propria famiglia e del collega di sempre, Pietro Nicolosi da Acireale.

Un tuffo nel passato ma anche uno sguardo al presente con la mente rivolta al futuro. Perché Elio Gervasi non si è mai posto limiti. Anche oggi che il “signore dello sport” siracusano compie 80 anni non si vuol trasgredire o andare controcorrente. “Lo sport mi è sempre piaciuto tutto. E ho cercato di seguirlo in tutte le sue peculiarità – racconta – anche se poi mi sono occupato principalmente di calcio, non tralasciando però pallanuoto e pallamano”.

Ma c’è una disciplina che ti ha dato soddisfazioni maggiori? “Sicuramente il calcio, ma anche la pallanuoto perché da arbitro internazionale ho girato l’Europa, mentre con la pallamano ero un dirigente accompagnatore e ho avuto la soddisfazione di vincere la Coppa Italia con l’Ortigia contro Trieste a Reggio Emilia. Mi volle Franca Lo Bello. Feci gli esami di arbitro di pallamano ma qui non c’erano campionati giovanili e non potei arbitrare. Ho svolto poi l’arbitro di pallanuoto dal 1970 al 1991 e contemporaneamente potevo fare anche l’assistente di calcio. E venni premiato come miglior guardalinee d’Italia, con il Trofeo Aretium”.


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