Giovanni Santanello e Saro Acquaviva
Giovanni Santanello e Saro Acquaviva

"La colpa in primis è mia che ho lasciato troppo soli questi ragazzi ma è chiaro che sulla fine anticipata della stagione dell'Augusta ci sono altre concause". Il patron Giovanni Santanello esce allo scoperto, lo fa per la prima volta dopo un lungo silenzio perché “è arrivato il momento di dire le cose come stanno: mi ha fermato tanta gente in lacrime, affezionata a questi gloriosi colori, alla storia dell'Augusta Calcio a 5. Dispiace in primis anche a noi ma quando non si va avanti ci sono tanti motivi…”.

Quali? Chiediamo al patron augustano che ha fatto la storia del futsal nella città megarese, affiancato da Saro Acquaviva presidente del sodalizio che pochi giorni fa ha dovuto dire basta, rinunciando alle trasferte di Palermo e Messina, azzerando di fatto il proprio campionato di Serie B e riscrivendo così la classifica della categoria cadetta. “Purtroppo non potevamo fare miracoli, arriviamo da un periodo difficile a causa del Covid, ci sono stati intoppi con il proseguimento dei lavori di completamento del Pala Jonio ma non dovuti alla presenza di pirite, che è in minima parte, quanto ad un bando e una legge nazionale che negli ultimi anni, a causa della pandemia, è stata modificata e non ha permesso alla ditta che ha in appalto i lavori di poter beneficiare del contributo straordinario per proseguire il cantiere. Adesso dovrebbero riprendere ma per la consegna si parla di dicembre, quindi verrebbe a mancare anche la prossima stagione. E dovendo spostarci continuamente su Melilli, e di questo ringraziamo tanto il sindaco Peppe Carta e tutta l'amministrazione comunale, non era semplice programmare per esempio pure la scuola calcio che per una società è vitale. Un problema al quale se ne sono aggiunti altri, perché durante l'amministrazione comunale megarese precedente, ci fu chiuso all'improvviso l'impianto da un giorno all'altro senza una motivazione”.

Incalza Acquaviva che aggiunge: “Anche l'attuale amministrazione comunale ha delle responsabilità, però, perché era stato fatto un discorso questa estate a cui non è stato però dato seguito…”. E ancora: “E poi dispiace che atleti e allenatore abbiano deciso di fermarsi senza un confronto chiaro e attendere l'evolversi della situazione. C'erano altre situazioni a cui far fronte a livello federale e spese varie, occorreva gestire questo momento tutti quanti ma a un certo punto, rimasti soli, non si poteva più andare avanti. Oggi è facile puntare il dito su questa società ma sfidiamo chiunque con tutti gli imprevisti del caso, a riuscire a far fronte. Poi ci prendiamo ovviamente le nostre responsabilità ma una serie di concause non ci ha permesso di andare avanti”.

E il futuro del futsal augustano? “Al momento è prematuro - chiosano entrambi - perché senza un impianto è impossibile fare attività. E senza il sostegno del territorio, non soltanto della politica, i cui tempi sappiamo essere molto lenti, è molto complicato”.


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