Syrako, Bovi nuovo presidente: "Per incrementare il movimento e farne una scuola di vita"

Al suo fianco il presidente onorario e tecnico pluridecennale Saro Buscema

Saro Buscema ed Enzo Bovi

Passaggio di consegne alla Syrako Rugby. Enzo Bovi succede a Silvio Martelli alla presidenza. Una struttura societaria che dunque si rifà il look anche se sostanzialmente le competenze, per ciò che riguarderanno i vari settori, rimarranno identici. A cominciare da quello tecnico, con il prof Saro Buscema presidente onorario, a coordinare il tutto vista la sua decennale esperienza, e Concetto D'Aquila a capo dei senior; al settore del mini rugby Lusiana Saitta, per gli Old Dario Spriveri, giocatori Old e allenatori Under, Gianluca Scatigna e Simone Bosco. Tutti presenti durante la festa di fine anno con i più piccoli e le rispettive famiglie (alla quale ha preso parte anche Gianni Saraceno, oggi responsabile regionale della Fir).

“I propositi per il nuovo anno saranno quelli di creare le basi per incrementare questo movimento - ha detto Bovi -, con una platea di bambini che va dai 6 agli 11 anni; oggi ne abbiamo circa 80 ma vogliamo fare ancora più aggregazione, coinvolgendo le famiglie, perché il contesto è di natura sociale oltre che sportiva. E per crescere dobbiamo affiliarci a società con un contesto e una visione maggiore, che purtroppo qui da noi non ci sono più. Per questo ci legheremo alla Rugby Rovigo Delta, che ha una accademia non indifferente, per fare stage e dare ai nostri atleti la possibilità di crescere".

Una crescita, inoltre, che non può non prescindere da strutture efficienti, visto che il campetto in sintetico del campo scuola Di Natale non sempre è sufficiente per sviluppare questo tipo di progetto: “Lo sappiamo - aggiunge il nuovo presidente - per la crescita occorrono strutture efficienti e in questa direzione c'è un dialogo aperto con il Comune. Anzi. E' in atto una progettualità per la realizzazione di un centro polifunzionale nell'area della Pizzuta, con la creazione di un campo da rugby dedicato: è importante per la crescita del movimento e speriamo di realizzare questo sogno grazie ai fondi Pnrr con un finanziamento di un milione e mezzo di euro”.

Perché, in definitiva, fare rugby? "E' un momento ludico, ci si diverte, poi questo sport è una scuola di vita, qui insegniamo determinati valori, i bambini diventeranno gli uomini del futuro. E se ci sarà qualcuno che emergerà, sarà poi giusto dargli la possibilità di crescere ulteriormente”.  

Gianluca Scatigna, Lusiana Saitta e Simone Bosco

 


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