Dopo alcuni anni di assenza, i ragazzi del Progetto Filippide sono tornati a vivere l’emozione della competizione, riprendendo con entusiasmo la partecipazione al Grand Prix Provinciale FIDAL. A segnare questo atteso rientro è stato il 19° Grand Prix di Rosolini, disputato domenica 15 febbraio, in una giornata dal meteo poco clemente ma ricchissima di significato.

Il rinnovato slancio dell’ASD Filippide, sostenuto da un sodalizio operativo rafforzato e dall’ingresso di nuove energie “molto dinamiche”, ha permesso di rimettere in moto un’attività preziosa: non solo sport, ma valorizzazione delle potenzialità degli atleti speciali e diffusione, sul territorio provinciale, di un’esperienza che parla di crescita, comunità e integrazione.

Sotto la pioggia, al nastro di partenza, i ragazzi hanno condiviso il momento con tutti i runners, in un clima di coesione capace di unire sportivi e pubblico nella stessa emozione. Protagonisti della giornata Enrico e Walter Esposito, Antonino Vella, Roberto Rapaglià, Francesco Bramante, Francesco Basile e Giorgio Iemmolo, che hanno corso insieme ai compagni completando un tracciato di 2 km e 700 metri, “annullando le differenze” e lasciando parlare solo l’energia della partecipazione.

All’arrivo, la gioia era evidente: sguardi accesi, sorrisi pieni e quella soddisfazione autentica che si legge negli occhi quando ogni nome, scandito al traguardo, diventa un piccolo trionfo personale e collettivo.

La Filippide, però, non si ferma: i ragazzi hanno salutato i loro amici runners dandosi appuntamento l’8 marzo a Floridia, per un’altra giornata di sport e condivisione. E il calendario continua a promettere momenti importanti: in programma le prossime gare di nuoto e di atletica leggera con i campionati regionali previsti rispettivamente a Enna e Messina. Il vero “clou” arriverà con la partecipazione della squadra agonistica di atletica leggera ai Campionati Nazionali ad Ancona, il 21 e 22 marzo, al Palaindoor, con la speranza concreta di conquistare qualche titolo nazionale.

Perché quando lo sport diventa inclusione, il traguardo più bello non è solo quello tagliato: è quello che si costruisce insieme, passo dopo passo.


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