Nel nome dei due Glicic, l'Albatro ritrova il sorriso

Successo degli aretusei in casa del Romagna grazie alla prova dei due gemelli

Nel nome di Glicic. La Teamnetwork Albatro vince a Faenza con una prova maiuscola dei gemelli arrivati quest’anno a Siracusa. Se Matija, chiamato a sostituire Martelli non al meglio della condizione, chiude la porta, David fa a sportellate in avanti e porta a casa 8 reti e alcuni rigori conquistati.
Coach Fabio Reale loda la squadra, capace di incanalare presto il match a proprio favore-
Primo tempo giocato a ritmi non esaltanti. I siracusani concedono pochissimo ai padroni di casa e più volte allungano sul +4 smorzando il ritorno degli uomini di Tassinari. Matija Glicic chiude la porta nei primi 10 minuti rendendosi protagonista di una serie di parate che caricano ancora di più i propri compagni. In avanti Souto Cueto, Gorela e David Glicic sono i riferimenti al tiro.
Nel secondo tempo, giocato ancora con ritmi blandi, i siracusani costruiscono pian piano il vantaggio portandosi più volte sul +12.
Alla fine c’è spazio per tutti i giovani in blu arancio compreso Giancarlo Di Mercurio, l’ultimo della nidiata Albatro che debutta nella massima serie.
“Buona partita dei ragazzi – conferma Reale – Credo che David Glicic possa meritare una menzione. La squadra è stata diligente, abbiamo sbagliato poco e Matija Glicic ha confermato di essere pronto e di essere una ulteriore garanzia. Non ci sono stati ritmi esaltanti e forse, negli ultimi due minuti, ci siamo rilassati un po’ troppo.”

ROMAGNA - TEAMNETWORK ALBATRO   24-32 (13-16)

 Romagna: Bianconi 1, Amaroli 1, Fioretti 4, Albertini, Chiarini 2, Essam Mourad, Gollini 2, F. Tassinari 6, Lo Cicero 3, Rotaru 2, Tondini, Zavagli 2, Rinaldo, Redaelli, Di Domenico 1, Bandini, Mandelli. All. Domenico Tassinari

Teamnetwork Albatro: Mincella, Bianchi, Mantisi 3, Zungri 1, Vinci 5, Martelli, Souto Cueto 5, A. Calvo, Di Mercurio, Cuzzupè 1, Burgio, Bobicic, D. Gligic 8, Gorela 9, M. Gligic. All. Fabio Reale

Arbitri: Gianna Stella Parisi e Andrea Alejandra Pepe
 


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