Il Megara è vivo e può risalire, sosta salutare per le altre aretusee

Giro di boa con la squadra di Monaca al terzo risultato utile di fila

L'esultanza di Fichera (foto Anfuso)

L'istantanea di Francesco Anfuso e l'esultanza di Claudio Fichera rappresentano l'unica nota lieta di un campionato di Promozione avaro di buone nuove per le formazioni siracusane. Che puntualmente s'inceppano al cospetto di formazioni probabilmente più attrezzate, tornando a essere relegate nell'anonimato di un torneo che difficilmente vedrà alcune protagoniste del territorio siracusano. Chi sta mostrando segnali di vitalità, nelle ultime settimane grazie anche a nuovi innesti operati dal patron Elio Coppola, è proprio il Megara Augusta che ha imposto il pari (1-1) al forte Atletico Catania dopo essere passato in vantaggio con Claudio Fichera su punizione. I neroverdi di Saro Monaca, seppur tornati a essere ultimi in virtù del successo esterno del Vizzini a Canicattini (abbastanza clamoroso se si pensa alla vitalità della compagine canarina di Costantino Forcellini che si trova a metà classifica), sembrano in salute e al terzo risultato utile di fila il che può far pensare ad un nuovo anno alla ricerca di una salvezza che sarebbe fondamentale per i progetti della proprietà, ovvero quelli di rilancio del calcio megarese anche grazie al completamento dei lavori del vecchio “Fontana” con la sistemazione del sintetico. “Ma occorre raggiungere la salvezza - ebbe modo a dire lo stesso Coppola settimane fa - perché altrimenti vanificheremmo gli sforzi che stiamo facendo e dovremmo ricominciare dall'inizio”.

Male il resto delle siracusane: detto del Canicattini, anche l'Avola è caduta in casa contro il Misterbianco, vanificando il successo di sette giorni prima contro il Priolo. A proposito dei neroverdi di Nico Porchia: il 4-1 subìto a Vittoria è stato lo specchio di una gara quasi impossibile da giocare su un terreno inesistente e con i padroni di casa bravi a sfruttare alcune circostanze favorevoli. Il passivo è stato certamente pesante e le assenze pure. Una sosta salutare, insomma, per ricaricare le pile e ripartire più forti che mai.


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