Raciti: "Sorpresi dal nostro Real Siracusa? Noi sapevamo quanto valesse..."

Il presidente sul bel girone di andata degli aretusei e il progetto di "siracusanità" che va avanti

Ciccio Raciti e mister Vittorio Jemma

Bilancio più che positivo in casa Real Siracusa anche se, nel carniere, manca probabilmente qualche punto perso qua e là nel girone di andata conclusosi domenica con il successo di Gliaca di Piraino. La Nebros, sul proprio campo, aveva fatto “vittime” illustri: Siracusa, Modica e Igea avevano lasciato in precedenza l'intera posta ai tirrenici, non la squadra di Vittorio Jemma che sin dalle prime battute ha lasciato intendere che sarebbe stata una domenica “magra” per i messinesi. E così è stato. Tanto da esaltare un collettivo e la società, che ha elogiato il lavoro di un team che da mesi fa sacrifici e si applica con dedizione e passione.

Ne ha parlato proprio il presidente, Ciccio Raciti, con la serenità tipica di chi si è lasciato alle spalle un periodo intenso e può godersi qualche giorno di meritato riposo: “C'è un po' di rammarico per qualche punto lasciato per strada, soprattutto i due pareggi interni con Mazzarrone e Ispica. In entrambe le occasioni abbiamo regalato un uomo agli avversari, una costante in questo girone di andata, in un torneo molto equilibrato, che ci ha spesso penalizzato; questo, se vogliamo cercare il pelo nell'uovo, è un aspetto da migliorare e durante un girone d'andata comunque positivo, ci siamo spesso confrontati per migliorarlo. Proprio in quelle due gare, altrettanti confronti diretti per il raggiungimento dell'obiettivo, avrebbero potuto avere un esito differente, ovvero una tranquilla salvezza cercando di migliorare il piazzamento dello scorso anno. Da questo punto di vista siamo già sulla buona strada”.

Un Real che ha mostrato il meglio di sé proprio contro le cosiddette big del girone: “Se andiamo a vedere i confronti con le due corazzate del campionato, Siracusa e Igea, siamo stati all'altezza, pur perdendo, così come quando giocammo a Taormina, pareggiando. Forse solo a Modica non siamo stati all'altezza ma eravamo appena all'inizio e dovevamo sistemare qualcosa a livello di organico. Poi in qualunque rettangolo di gioco, ci hanno sempre applaudito, perché non siamo mai andati a fare le barricate, proponendo calcio e mostrandoci sempre a viso aperto”.

Altro motivo d'orgoglio la “siracusanità” di una rosa che certamente, in una ipotetica classifica sullo schieramento di atleti locali fra squadre di Eccellenza, pone il sodalizio aretuseo al primo posto: “Possiamo dire senza alcun timore di smentita che il Real Siracusa sia in testa a questa speciale classifica, è l'unica ad avere in rosa praticamente solo giocatori locali, visto che anche i due ragazzi “stranieri” vivono in città da diverso tempo. E ciò è davvero motivo d'orgoglio per una politica sulla siracusanità che continuiamo a portare avanti”.

Poi una considerazione per il capitano, valore aggiunto che sta trascinando il Real in un torneo molto livellato: “Non è un mistero che quando Pierpaolo Ruiz gira, lo fa tutta la squadra. Sono tanti altri anche i grandi interpreti della squadra di Jemma, il capitano quando sta bene fa la differenza, è un lusso per noi e per chiunque in questa categoria, ci sta dando una grossa mano per fare sempre meglio, come del resto tanti altri ragazzi".

E infine il capitolo giovani: "Stiamo puntando molto su di loro, iniziamo la gara quasi sempre con tre under, seppur il regolamento ne imponga soltanto due. A Barcellona Pozzo di Gotto abbiamo addirittura terminato la gara con sei under. La nostra Under 19 poi sta facendo molto bene, è in testa e ci teniamo moltissimo affinché vada più avanti possibile”.  


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