Buon pari per l'Avola, cade il Siracusa. L'ottava di andata del girone I di Serie D ci consegna una domenica in agrodolce per le formazioni siracusane.

QUI AVOLA. L'Avola esce dal confronto col Sambiase con un punto che dimostra personalità e carattere, ma anche con il rimpianto per una vittoria sfiorata. Davanti a 1300 spettatori, con 200 tifosi calabresi al seguito, la squadra di Sirugo ha confermato di poter tenere testa a una delle formazioni più attrezzate del girone.

Il primo tempo è stato di netto dominio avolese: ritmo alto, pressione costante e tante occasioni create. Langella di testa, Tedesco dal limite, Fratantonio con il colpo di testa respinto in angolo dal portiere e poi con il destro dalla distanza, Tringale a un passo dal vantaggio con il pallone che ha sfiorato l'esterno della rete.
Nella ripresa, però, l'Avola si è punita da sola. Un disimpegno errato della difesa ha regalato a Waller lo spazio per il piattone dal limite, piazzato all'angolino: 0-1 e partita in salita. Gli ospiti hanno anche cercato il raddoppio in contropiede con Grisley, ma Sperlonga ha chiuso lo specchio e tenuto in vita i suoi.

La reazione è arrivata con orgoglio. Dopo un possibile tocco di mano di Colombatti su cross di Fratantonio, non sanzionato dall'arbitro, ci ha pensato Montagno, entrato dalla panchina e protagonista di una grande giocata: prima l'angolo guadagnato, poi il traversone velenoso dalla destra sul quale Tedesco ha saltato più in alto di tutti, battendo il portiere di testa. 1-1 al 33'.

Il finale ha il sapore della beffa: al 40' lo stesso Tedesco si procura un calcio di rigore, ma dal dischetto il portiere ospite gli dice di no. Un'occasione enorme per i tre punti, che avrebbe premiato una squadra più propositiva per larghi tratti del match.

QUI SIRACUSA. Il “Dino Liotta” invece si conferma campo ostico per il Siracusa. Lo era stato nella stagione 2024/25, quando la corazzata guidata da Marco Turati riuscì a strappare il successo soltanto nei minuti finali, e lo è stato anche oggi pomeriggio. Questa volta, però, il merito è interamente del Licata: se gli ospiti hanno avuto la forza di reagire con un secondo tempo di grande temperamento dopo una prima frazione da dimenticare, i padroni di casa sono stati pressoché perfetti per quasi tutti i novanta minuti.

Il match si accende subito su ritmi elevatissimi. A farsi vedere per primi in avanti sono gli azzurri con De Caro – capitano di giornata data l'assenza di Lulli – che sfiora il palo sfruttando una deviazione su un bel traversone. Risponde subito il Licata con Corallo che, lanciato a rete, manda la palla a fil di palo. È il preludio al gol che sblocca la contesa al 9’: fuga irresistibile dello stesso Corallo che mette al centro un pallone velenoso; nel cuore dell’area ci sono ben due maglie gialloblù libere di colpire e il più lesto è proprio Corallo, che firma l'1-0.

Il Siracusa appare imballato, mentre il Licata gioca a memoria e si trova a meraviglia. Gli ospiti provano a scuotersi al 24' con una conclusione dalla distanza di De Caro che finisce alta, ma è il segnale di una scossa. Poco dopo Costanza lavora un gran pallone al limite, salta due avversari e scarica un fendente su cui Valenti deve compiere un intervento superlativo. Il Licata si abbassa e agisce di rimessa, facendosi notare con Cappello che spreca l'ultimo passaggio dopo un'ottima azione.

Il Siracusa alza il baricentro ma soffre la superiorità numerica del centrocampo gialloblù, sistematicamente in anticipo su ogni seconda palla. Così, nel primo minuto di recupero, arriva la doccia fredda: un altro svarione difensivo azzurro, stavolta di De Caro, regala palla a Minacori, che punta la porta e raddoppia baciando il palo. Un difetto, quello dei regali difensivi, che sta diventando una vera spina nel fianco per la squadra azzurra.

Alla ripresa delle ostilità, mister Cacciola è il primo a rientrare sul terreno di gioco con largo anticipo rispetto ai suoi. Facile immaginare un discorso breve ma incisivo nello spogliatoio, perché al rientro il Siracusa è trasformato: aggressivo, determinato e subito pericoloso con una staffilata da fuori di Forti. Gli ospiti prendono il controllo totale del gioco, contro un Licata che però si difende con grande ordine e compostezza.

L'ingresso di Ndiaye regala vivacità all'attacco azzurro e spessore alla mediana. Le occasioni per riaprire il match arrivano, ma manca sempre la stoccata vincente: al 26', sugli sviluppi di un corner, De Caro prolunga per Dalloro che, sorpreso dal velo del compagno, non controlla a due passi dalla porta. Alla mezz'ora è proprio Ndiaye ad avere sul piede il pallone della speranza, ma il suo tiro in acrobazia dal dischetto del rigore termina fuori di un soffio. A cancellare ogni speranza del Siracusa e Valenti che manda in angolo un colpo di testa di Dalloro da zero metri. Il forcing finale non basta: il Licata erige il muro e porta a casa tre punti d'oro davanti al pubblico amico e il gol di Guida, su calcio di rigore, al 5' di recupero è solo per le statistiche.


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