Il Settebello è d’oro a Taranto: il trionfo ha profonde radici siracusane
L’Italia supera il Montenegro 18-14 nella finale dei Giochi del Mediterraneo. Il successo porta la firma del siracusano Sandro Campagna e di una generazione cresciuta anche in casa Ortigia
Trentatré anni dopo l’ultimo trionfo, il Settebello torna sul tetto dei Giochi del Mediterraneo. Lo fa nella propria “casa”, davanti al pubblico di Taranto, al termine di una finale intensa e combattuta, vinta 18-14 contro il Montenegro.
Un successo che vale il settimo oro della pallanuoto maschile italiana nella storia della manifestazione e che assume un significato ancora più speciale per la Sicilia e, in particolare, per Siracusa. Alla guida della Nazionale c’è infatti Sandro Campagna, commissario tecnico azzurro e siracusano doc, protagonista di una delle pagine più importanti della pallanuoto italiana prima da giocatore e oggi da allenatore.
Ma quello conquistato a Taranto è anche, in modo evidente, un trionfo made in Ortigia. Nel Settebello d’oro hanno trovato spazio atleti che hanno mosso passi fondamentali proprio in biancoverde: Francesco Condemi, oggi capitano della Nazionale, suo fratello Andrea Condemi, Francesco Cassia e Alessandro Carnesecchi, toscano ma fino allo scorso anno giocatore dell’Ortigia. E poi come non citare Filippo “Pippo” Ferrero, capocannoniere con 23 reti. Tutti e quattro sono oggi alla Pro Recco (Ferrero è a Brescia), ma la loro crescita sportiva è passata anche da Siracusa e dalla scuola biancoverde.
Una filiera tecnica e umana che rende il successo di Taranto particolarmente significativo per il movimento pallanuotistico siracusano. Campagna e i quattro atleti rappresentano infatti il risultato di percorsi diversi, ma accomunati da una solida formazione e da un legame profondo con l’ambiente Ortigia.
In acqua l’Italia ha dovuto superare la grande fisicità del Montenegro, capace di reagire al fulminante avvio azzurro. Il Settebello era infatti partito con grande autorità, portandosi rapidamente avanti, ma ha dovuto fare i conti con la reazione degli avversari, bravi a rientrare e a mettere pressione alla squadra di Campagna.
Gli azzurri, però, hanno mantenuto lucidità e compattezza, tornando a imporre il proprio gioco grazie a una difesa attenta, a una gestione efficace dell’uomo in meno e a una prestazione corale di alto livello. Il vantaggio costruito nei primi due tempi ha consentito all’Italia di affrontare con maggiore serenità la parte conclusiva della gara, nonostante il nervosismo e la tensione di una finale particolarmente accesa.
«È stata una partita straordinaria – ha commentato Campagna –. I ragazzi hanno applicato il piano gara alla perfezione, anche se era prevedibile la reazione del Montenegro. Loro sono stati strepitosi, ma noi abbiamo saputo minare le loro certezze e difendere bene. Bisognava non cadere emotivamente nei loro trabocchetti».
Il commissario tecnico ha poi sottolineato la tenuta fisica e mentale della squadra: «È stato un grande test. Nelle ultime tre partite i ragazzi andavano a duemila e tra loro c’è una bella energia. All’inizio volevano spaccare il mondo, poi, quando ci siamo rimessi in ordine e abbiamo ricominciato a macinare il nostro gioco, è andata come doveva andare».
Per Campagna, l’oro di Taranto arriva a distanza di 33 anni dall’ultima vittoria dell’Italia ai Giochi del Mediterraneo, conquistata nel 1993, quando lo stesso tecnico siracusano era ancora in acqua da giocatore. Un cerchio che si chiude e, allo stesso tempo, apre una nuova fase in vista dei prossimi appuntamenti internazionali.
«Ringrazio i ragazzi per come hanno seguito il programma e anche quelli che durante l’estate hanno giocato la Coppa del Mondo. Il progetto va avanti», ha aggiunto il commissario tecnico, indicando già il prossimo grande obiettivo: i Mondiali di Budapest del 2027.





























