Siracusa Basket, subito una scossa dopo il ko: “A Palermo venderemo cara la pelle”
La presidentessa Elisabetta Caracò e coach Peppe Bonaiuto non si nascondono dopo la pesante sconfitta interna contro Ribera: “Ci abbiamo messo la faccia, ma non possiamo essere questi. Ora serve una reazione”
Una sconfitta pesante, arrivata proprio nella serata dell’esordio in Serie C maschile, ma anche la volontà di reagire immediatamente. La Siracusa Basket non cerca alibi dopo il netto ko interno contro Ribera e, attraverso le parole della presidentessa Elisabetta Caracò e del coach Peppe Bonaiuto, prova a trasformare la delusione in una spinta per ripartire.
La formazione siracusana è stata superata con un ampio margine dalla compagine agrigentina, apparsa più pronta, intensa e concreta nei momenti decisivi della gara. Un debutto complicato per la squadra biancazzurra, che non è riuscita a esprimere il proprio potenziale e ha pagato a caro prezzo una prestazione al di sotto delle aspettative.
«Ci abbiamo messo noi la faccia perché è giusto così», hanno sottolineato Caracò e Bonaiuto, assumendosi in prima persona la responsabilità del momento. Una scelta di trasparenza nei confronti dei sostenitori e dell’ambiente, ma anche il segnale di una società che non intende nascondersi dietro la forza dell’avversario o le difficoltà del calendario.
Ribera, infatti, ha confermato di essere una squadra attrezzata e competitiva, ma la qualità dell’avversario non può diventare una giustificazione per la Siracusa Basket. «La forza dell’avversario non deve essere una giustificazione, noi non possiamo essere questi», è il messaggio lanciato dalla dirigenza e dallo staff tecnico. Parole che fotografano con chiarezza lo stato d’animo della società dopo una gara nella quale la squadra non è riuscita a mantenere l’intensità e la continuità necessarie per competere.
Subito al lavoro per voltare pagina
La reazione, però, è già cominciata. Archiviata la prima giornata, la Siracusa Basket si è rimessa al lavoro con l’obiettivo di correggere gli errori emersi contro Ribera e preparare nel modo migliore la prossima sfida.
Sabato prossimo, infatti, la squadra sarà impegnata sul campo del Cus Palermo, anch’esso reduce da una sconfitta pesante alla prima giornata, maturata a Gravina. Sarà una gara importante per entrambe le formazioni, chiamate a dare una risposta dopo un debutto negativo.
«Sin da subito siamo al lavoro per riscattare la prova opaca contro Ribera. Venderemo cara la pelle sabato prossimo in casa del Cus Palermo», hanno assicurato Caracò e Bonaiuto. Un messaggio rivolto alla squadra, ma anche ai tifosi, ai quali la società riconosce un ruolo fondamentale nel percorso stagionale.
«Lo dobbiamo a chi ci sostiene sempre, ma anche a noi stessi», hanno aggiunto presidente e allenatore. La Siracusa Basket vuole dunque ripartire dalla consapevolezza che il risultato dell’esordio non rappresenta il valore complessivo del gruppo. Il roster, composto da elementi esperti e giovani, dovrà trovare rapidamente equilibrio, fiducia e continuità, caratteristiche indispensabili per affrontare un campionato lungo e impegnativo.
Un calendario subito in salita
La società ha anche evidenziato come l’avvio di stagione presenti difficoltà importanti. Dopo il confronto con Ribera, una delle formazioni più attrezzate del torneo, arriverà la trasferta contro il Cus Palermo. Un calendario iniziale particolarmente impegnativo, che richiederà alla squadra una crescita rapida sotto il profilo tecnico e mentale.
«Abbiamo un calendario molto tosto a inizio stagione, ma siamo sicuri che la squadra saprà rispondere bene e crescere sin dalle prossime giornate», è la convinzione espressa dalla presidente Caracò e da coach Bonaiuto.
Il roster protagonista della gara contro Ribera, guidato in panchina da Giuseppe Bonaiuto, con Giovanni Micalizzi nel ruolo di vice allenatore, è chiamato ora a trasformare la rabbia del debutto in energia positiva. La stagione è appena iniziata e il margine per migliorare non manca, ma la risposta dovrà arrivare già dalla prossima partita.
A Palermo servirà una Siracusa Basket diversa: più aggressiva, più compatta e soprattutto più fedele alla propria identità. Il ko contro Ribera ha rappresentato un campanello d’allarme, non una sentenza. La società ha scelto di metterci la faccia; adesso toccherà alla squadra mostrare sul parquet di aver compreso la lezione.





























