Momo Soudassi sul palco
Momo Soudassi sul palco

Una festa dello sport e dell’informazione, con al centro le storie di atleti, società e dirigenti che danno valore al territorio siciliano. Il Teatro comunale Garibaldi di Avola ha ospitato l’undicesima edizione dei Premi Ussi Sicilia Estate 2026, presentata da Nadia La Malta e Nino Randazzo. Ad aprire la serata, Fabrizio Corona ha cantato l’inno di Mameli.

A fare gli onori di casa il presidente dell’Ussi Sicilia, Gaetano Rizzo, che ha ricordato il percorso della manifestazione, dalla prima edizione a Ustica a oggi: «Un gran bel viaggio», ha detto, ringraziando il consiglio direttivo e indicando nel presidente nazionale Gianfranco Coppola la propria «stella polare».

Coppola, voce storica della Rai e presidente dell’Ussi nazionale, ha sottolineato il valore del giornalismo sportivo e del radicamento sul territorio. «La nostra forza è il territorio», ha affermato, ricordando l’importanza di scoprire talenti e raccontare realtà locali, anche quando le storie presentate mettono in luce difficoltà e sacrifici. Alla serata sono intervenuti anche il presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia, Concetto Mannisi, e la sindaca di Avola, Rossana Cannata, che ha richiamato i valori dell’inclusione e il ruolo dell’informazione nel dare voce ai sacrifici e all’impegno nei campi dello sport, della salute e del sociale.

La sindaca Rossana Cannata sul palco

Tra i premiati, Attilio Sirugo, tecnico dell’Avola, protagonista del lungo cammino della squadra, culminato dopo 53 anni in Serie D e due promozioni. «Il nostro percorso parte da diversi anni, con una grande struttura che ci permette di lavorare bene», ha spiegato, definendo positivo l’impatto con la nuova categoria e invitando la città a credere nelle possibilità della squadra.

Attilio Sirugo premiato

Riconoscimento anche a Damiano Tramontana, campione di kickboxing di Francofonte, che ha raccontato una disciplina fondata su rigore e preparazione: «C’è tanta disciplina tra noi, sebbene possa sembrare uno sport violento».

Per l’atletica è stato premiato Mohamed Soudassi, membro della squadra italiana che ha conquistato l’oro europeo nella 4x400 a Birmingham, in Inghilterra. «All’inizio non era tra i nostri obiettivi, ma poi la condizione è cresciuta e siamo riusciti a salire sul tetto d’Europa», ha raccontato. La vittoria, ottenuta in casa degli inglesi, è stata particolarmente emozionante. Coppola ha ricordato l’atletica come «la regina degli sport» e ha definito atleti come Soudassi un motivo d’orgoglio anche per i cronisti sportivi.

Nel pugilato sono stati premiati Giuseppe Canonico, atleta della Nazionale nella categoria dei pesi leggeri, e Gaia Caldarella, per il suo impegno nel movimento pugilistico femminile. Canonico ha raccontato di aver iniziato a praticare la boxe per gioco a cinque anni, per poi appassionarsi anche grazie ai film di Rocky. Tra i suoi riferimenti ha citato Clemente Russo, oggi suo coach alle Fiamme Azzurre, descrivendosi più come «uno schermidore che un fighter».

Un riconoscimento è andato anche a Nello Busà, padre di Luigi Busà, campione olimpico di karate. Premiato inoltre l’Albatro di pallamano per la Coppa Italia: a ritirare il premio il presidente Vito Laudani. Nello Cavarra, delegato provinciale FIGC, ha invece ritirato il riconoscimento destinato a Sandro Morgana, presidente della Lega Nazionale Dilettanti Sicilia.

Tra i protagonisti della serata anche l’assessore allo Sport di Avola, Fabio Cancemi, premiato per il suo impegno, e Santino Ruggera (nella foto qui sopra con Coppola, Cavarra e l'assessore Cancemi), fondatore del museo dello sport “A Cannata”, a Salina. La collezione conta circa mille pezzi, raccolti dagli ultimi anni dell’Ottocento a oggi. Sul palco sono state mostrate alcune maglie di particolare valore, tra cui quella di Pietro Anastasi, indossata nella finale di Coppa Intercontinentale del 1983, e una maglia di Totò Schillaci della Juventus, stagione 1990-91, con dedica personalizzata. Coppola ha ricordato la passione di Ruggera, capace di percorrere molti chilometri pur di recuperare nuovi cimeli.

La cerimonia ha dato spazio anche ai numerosi rappresentanti del territorio siracusano, confermando lo spirito dei Premi Ussi: riconoscere i risultati sportivi, ma anche le storie, la dedizione e il lavoro che li rendono possibili.


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