AVOLA È SERIE D! ESPLODE LA FESTA DOPO 53 ANNI DI ATTESA
Il fischio finale dopo 5’ di recupero scatena un boato che si sente fino al mare. L’1-1 è bastato, il lavoro fatto all’andata ha retto, e adesso Avola può urlarlo a squarciagola: siamo in Serie D!
Il campo viene invaso in pochi secondi. Giocatori, staff, tifosi: tutto si mescola in un abbraccio collettivo che vale 53 anni di attesa. Sirugo viene travolto dai suoi ragazzi, Santillo — eroe del pomeriggio con quella parata prodigiosa al 6’ sul bolide di Guadalupo e tanti altri interventi — alza le braccia al cielo come se volesse toccare le stelle. Caruso, il gol del pareggio, quello che ha blindato la storia, piange abbracciato ai compagni mentre la curva canta senza fermarsi.
I 1.350 tifosi avolesi — perché i 400 ospiti del Kamarat erano lì per un’altra impresa — non smettono di spingere neanche a festa iniziata. Sciarpe, fumogeni, lacrime e sorrisi: la fotografia di una città intera che si ritrova unita attorno alla propria squadra.
Cinquantatré anni sono tanti. Sono generazioni di tifosi che hanno sognato questo momento senza vederlo.
Onore al Kamarat che aveva messo paura ai padroni di casa col vantaggio iniziale di Osvaldo e una gara sempre all’attacco ma l’Avola dopo il pari ha retto e sofferto il necessario sino al triplice fischio che è valso la serie D.



























